Cultura

Hesse “Demian”

Profondo e introspettivo, Demian rappresenta uno spaccato delle difficoltà dell’anima di inizio ‘900.“Rimane indimenticabile l’effetto elettrizzante che, subito dopo la Prima guerra mondiale, suscitò Demian, l’opera di quel misterioso Sinclair, un’opera che con sconcertante precisione seppe toccare nel cuore il proprio tempo.” Thomas Mann

Sinclair, ingenuo giovanotto di buona famiglia, viene aiutato da Max Demian, di poco più grande di lui, a liberarsi dalle angherie di un prepotente che lo costringeva a compiere piccoli furti. Da quel incontro nasce un rapporto di amicizia e complicità che segna profondamente la vita interiore di Sinclair, spingendolo ad intraprende un cammino di ricerca interiore verso la comprensione di se stesso e del mondo.
Demian, descritto come un ragazzo “senza età” per dirla come Hesse, di intelligenza sopraffina e delicati modi di fare, insinua nell’animo del protagonista il seme del dubbio nei confronti della società in cui vivono e dei valori comuni su cui la vita di Sinclair si era poggiata fino a quel momento; il fascino del personaggio insieme alla curiosità intellettuale di Emil portano per mano il protagonista alla scoperta di un nuovo modo di stare al mondo incentrato sulla figura di Abraxas, divinità a cui era dato il compito di unire il divino con il diabolico.(”L’uccello si sforza di uscire dall’uovo. L’uovo è il mondo. Chi vuol nascere deve distruggere un mondo. L’uccello vola a Dio. Il Dio si chiama Abraxas.”).
I confini tradizionali tra il lecito ed il proibito diventano sfuocati, a tratti si mescolano; l’uomo si svincola dai lacci che ne tengono a freno la naturale espressione di se, riacquistando la pienezza perduta. Sinclair, dopo essersi avvicinato alla nuova religione (se di culto si possa parlare), riesce a realizzare il proprio sogno proibito dalle restrizioni del “gregge”: abbandonarsi all’amore di quella donna, protagonista dei suoi sogni, che non ha mai saputo riconoscere se non dopo aver visto la madre di Demian. E proprio presso costei si compie la fase conclusiva della rinascita di Sinclair, e allo stesso tempo si compie quell’avvenimento (la prima guerra mondiale) in grado di rompere l’uovo e liberare l’uccello che vola verso Abraxas.
In Demian si riprende il tema della crescita umana e spirituale del protagonista, e lo si affronta da una prospettiva inedita: il percorso intrapreso da Sinclair è quantomai impervio, non ha la meta chiara del bene universale, la sua guida non è al suo fianco in ogni momento di sconforto. La crescita di Sinclair lo porta a capire ed accettare se stesso, non lo congiunge ad una verità preconcetta, la sua maturazione passa attraverso l’accettazione del male fino alla consapevolezza della sua indispensabilità insieme al bene.
I protagonisti del romanzo sono, come nello stile di Hesse, particolari, fuori dall’ordinario. Demian, sua madre e il giovane Sinclair fanno parte, non per loro volere ma per loro essenza, di una sorta di setta di illuminati, portano il”marchio di Caino” (per capire l’accostamento biblico spingo fortemente a leggere il libro). Sono maschere finalizzate ad esprimere un concetto piuttosto che personaggi umanamente concepiti. Di sicuro non un libro da leggere sotto l’ombrellone o prima di addormentarsi, Demian andrebbe letto per la bellezza della caratterizzazione psicologica di Sinclair oltre che per la novità delle riflessioni sulla vita che inevitabilmente lascia al lettore.

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