Economia

Economia & Finanza: Futuro Incerto

Il 2008 si apre con un grosso interrogativo (tale solo perchè in questo campo si usa coprire con un alea di mistero anche le cose più ovvie…) per il mercato borsistico, e per l’economia in generale: la crescita che ormai dura da più di quattro anni consecutivi, l’impennata delle quotazioni che hanno portato i titoli a rasentare livelli pre bubble 2000, staranno per finire? Forse l’aumento dell’inflazione europea contemporaneo ad un rallentamento economico quasi generalizzato possono essere segnali premonitori di un prossimo periodo difficile? Magari, non fidandoci dei sintomi stagflazionistici, potremmo essere tentati a credere che il tormentone dei mutui (e non parlo solo dei subprime) possa aver inferito sulla salute finanziaria ed economica dei paesi sviluppati delle ferite più profonde e durature di quanto alcuni economisti vanno dicendo (o cercano di auto-convincersi)? E i livelli stellari del brent, potranno mai avere ripercussioni strutturali? Polemiche a parte, credo che ci apprestiamo a vivere una fase economica molto interessante: i prossimi 2 – 3 anni potranno rappresentare un laboratorio naturale in cui mettere alla prova diversi impianti teorici. I filoni che appaiono più intriganti alla luce della configurazione economica attuale potrebbero essere i seguenti: Rallentamento strutturale, probabilmente ciclico vista la lunga durata della fase espansiva appena conclusa, accompagnato da un’andamento asincrono dei prezzi, caratterizzati da una configurazione da fase espansiva del ciclo. Stagflazione? Come si riuscirà ad evitarla? Quale il ruolo della politica monetaria? Mercati più globalizzati ed efficienti del passato, riusciranno ad auto-regolare gli shock? Quanto i mercati finanziari hanno già internalizzato della futura debacle economica? Quali impatti sulla variabilità delle quotazioni? Politica monetaria: nei 7 anni successivi alla crisi del 2000, la Banca Centrale Europea sembra aver concentrato maggiormente i suoi sforzi sul contenimento dell’inflazione, e sulla minimizzazione della variabilità dei tassi. Cosa accadrà in prospettiva di un periodo di crescita limitata (per essere buoni)? Modificherà il trade-off inflazione / crescita? Quali variabili decisionali potranno rientrare nella funzione di reazione della BC in seguito all’inasprirsi dello scenario macroeconomico? Come reagirà l’Italia a tutto questo? Abbandonerà il cammino virtuoso intrapreso verso il risanamento dei conti, a favore di una politica maggiormente espansiva per contrastare il ciclo avverso? Cosa ne sarà delle azioni di razionalizzazione della spesa? Voi cosa pensate accadrà nei prossimi anni? Raffaele Lillo