Politica

Pannella e la sete inflazionata

Pannella assetato.Quando la sete di poltrone mette in secondo piano il significato della protesta. Si era abituati agli slanci dei radicali verso campagne di spessore come quelle contro la pena di morte, a favore dell’aborto, ecc. Per quanto criticabile possa essere la protesta tramite pene fisiche (come lo sciopero della fame e/o della sete, appunto), l’aver come fine battaglie importanti per l’uomo ne conferivano una sorta di nobiltà acquisita. Mai avremmo pensato al mero tornaconto elettorale.

Ai microfoni di Radio Radio, Pannella inneggia alla lotta “assetata” contro il presunto non rispetto dei patti da parte del PD in merito alla candidatura di esponenti del Partito Radicale tra le liste del partito unico. Capisco i sentimenti di esponenti della vecchia politica micro-partitica di fronte al nuovo scenario duopolistico, ma arrivare ad utilizzare lo sciopero della sete per la propria sopravvivenza elettorale mi sembra ridicolo e patetico. Direi addirittura offensivo. Offensivo verso quelle persone che, come il sottoscritto, anche spesso non condividendo l’oggetto della protesta, ne apprezzavano l’attaccamento disinteressato ai valori umani e civili. Ne ammiravano la coerenza e la vitalità, in un clima politico che, dagli inizi degli anni ottanta in poi, ha visto crescere il clientelarismo e personalismo egoistico.

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