Economia

Roubini: recessione più dura degli ultimi 20 anni

Dai 12 ai 18 mesi, questa la durata della recessione americana secondo il famoso economista Nouriel Roubini. Una recessione che sarà peggiore per durata ed intensità sia alla recessione del 2001 che a quella del 1991. Diversi sarebbero i gli indizi che non lascerebbero dubbi alla bufera economica che sta per colpire l’America in primis e il resto del mondo per conseguenza diretta.

Deficit Gemelli
Innanzitutto, l’America ha portato i deficit gemelli (di bilancia commerciale e fiscale) verso livelli divenuti non sostenibili. Ciò ha comportato un inesorabile indebolimento del dollaro, e un peggioramento della ricchezza netta del sistema privato (soprattutto delle famiglie) che non ce la fa più a ripagare i debiti contratti. In tutto questo, la Banca Centrale americana si è mossa in ritardo, e le manovre correttive che sta effettuando risulteranno inefficaci.

Dollaro e la politica monetaria
La cagionevole salute dell’economia americana continuerà a pesare sulla debolezza del dollaro, che arriverà a 1,60 contro l’euro. A tali livelli, le esportazioni indeboliranno a tal punto la produzione europea che le pressioni inflazionistiche diminuiranno e la BCE conimcerà ad intervenire in modo più deciso. Ciò dovrebbe riportare il dollaro verso 1,50 contro l’euro. Da parte sua, la Fed continuerà a tagliare pesantemente il costo del denaro, che dovrebbe attestarsisu livelli inferiori al 2% a fine anno.

Il petrolio e le materie prime
Ai livelli attuali, i prezzi delle materie prime dovrebbero essere fortemente sopravvalutati. Se si verifica lo scenario recessivo descritto, i prezzi delle commodities dovrebbero scendere in media del 20%, con effetti positivi sull’inflazione.

Crisi finanziaria e subprime
L’esposizione verso i subprime dovrebbe aggirarsi intorno ai $400 miliardi di dollari, gran parte della quale non è ancora emersa e porterà ulteriore insabilità nel settore con pericolose ripercussioni sul credito. Altre posizioni posizioni assimilabili ai subprime dovrebbero ammontare a $600 miliardi di dollari, portando l’esposizione totale dell’economia verso strumenti a rischio a circa un trilione di dollari. Non ci sarebbe da sorprendersi se si verificasse il fallimento di una grossa istituzione finanziaria.

Investimenti finanziari
L’instabilità economica e finanziaria che caratterizza i mercati odierni porta a consigliare di stare alla larga da investimenti in attività rischiose, sia azioni che obbligazioni corporate. E’ consigliabile puntare verso i più sicuri bond governativi.

Economia Italiana
L’economia Italiana è tra le più deboli dell’Area Euro. Come priorità del futuro governo, consiglierei riforme strutturali, soprattutto per il mercato del lavoro e della previdenza, e rivedrei la legge elettorale per dare più stabilità e governabilità al paese.

Da un’intervista a Nouriel Roubinì.

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