Economia, Politica

Alitalia: più pericolosi i francesi o gli italiani?

La vicenda Alitalia si è ulteriormente complicata: tra occasioni mancate (cordata italiana capeggiata da Air One come partner industriale e Banca Intesa come partner finanziario), offerte al ribasso (vedi prima offerta Air France Klm), ipotetiche cordate (leggi Berlusconi & i Co. sconosciuti) e intransigenze sindacali. Possibile che non si riesca a trovare una linea di pensiero condivisa? Gli errori sono stati diversi e commessi sia da politici che da parti sociali che dagli amministratori che negli ultimi 10-15 anni si sono alternati al governo della società.

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Economia

Economics Update – Case, banche e fiducia

Mentre i mercati finanziari stanno cercando di alzare la testa, dal fronte macroeconomico arrivano notizie poco confortanti. Tre i fronti caldi: implosione del mercato real estate americano, deciso calo della fiducia dei consumatori, instabilità nel settore bancario. Triade pericolosa che attacca il funzionamento dei mercati da diverse angolazioni, rendendo la ricerca di rimedi efficaci particolarmente complessa e intrusiva.

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Economia

Grande Depressione“Bail out America!” titolano numerosi blog e testate finanziarie. Vista l’aria che tira sui mercati direi piuttosto “Bail out the World!”. La settimana passata ha aggiunto un altro tassello al complesso puzzle dell’economia mondiale, informazione tutto sommato prevedibile ma che ha contribuito a acuire le paure degli agenti economici. Tre gli elementi chiave emersi: 1) debacle finanziaria di un fondo di investimento americano, Carlayle (ufficialmente in bancarotta), e di una delle più famose e longeve banche d’affari americane, la Bear Stearns (in grossa crisi di liquidità); 2) intervento massiccio da parte della Fed non solo a supporto dell’intero sistema ($200 miliardi di liquidità) ma anche verso casi singoli (Bear Stearns); 3) inflazione americana ferma dopo i decisi interventi espansivi della Fed (indice di stagnazione galoppante, considerati anche gli effetti al rialzo dei prezzi delle commodities).

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Economia

Roubini: recessione più dura degli ultimi 20 anni

Dai 12 ai 18 mesi, questa la durata della recessione americana secondo il famoso economista Nouriel Roubini. Una recessione che sarà peggiore per durata ed intensità sia alla recessione del 2001 che a quella del 1991. Diversi sarebbero i gli indizi che non lascerebbero dubbi alla bufera economica che sta per colpire l’America in primis e il resto del mondo per conseguenza diretta.

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ClusterStar – Opportunità per studenti top class

Siete ancora alle prese con l’università, e volete ampliare il vostro background con una esperienza lavorativa di qualità? Vantate un curriculum accademico da 110 e lode? ClusterStar vi offre una innovativa e qualificante opportunità di entrare da subito nel mondo della consulenza manageriale. La società è formata da soli studenti e offre consulenza strategica alle aziende nel campo del Business Management.

ClusterStar (www.clusterstar.com) nasce nell’agosto 2007 da un’iniziativa di due studenti tedeschi, Christian Ziegler e Daniel Lieber, finalizzata a creare un network tra studenti delle università di tutto il mondo per offrire consulenza strategica a prezzi competitivi. In pochi mesi il network conta già 150 iscritti, dislocati nei 5 continenti, e il trend di crescita sembra destinato a far non fermarsi. Per associarsi occorre superare un iter di valutazione teso a valutare: competenza professionale, abilità di lavorare in gruppo, capacità di capire e soddisfare i bisogni del cliente. Si richiedono, inoltre, eccellenti risultati accademici, un forte interesse per questioni economiche, e una ottima conoscenza dell’inglese.

Terminato il processo di studi, il giovane laureato potrà eventualmente scegliere di rimanere all’interno di ClusterStar diventando in ordine: project manager, profit center manager, senior manager, regional manager e, infine, partner. Per quanto riguarda l’impegno richiesto dalla società, è dato allo studente scegliere quali e quanti progetti seguire, con un lavoro part-time da 20 ore alla settimana, ovvero uno full-time da 40 ore settimanali.

Economia

Fed, $200 miliardi di nuova liquidità – BCE ancora resiliente

La Fed continua ad immettere liquidità sul mercato, con una nuova operazione da $200 miliardi. E’ quanto si è appreso da un comunicato rilasciato dalla Banca Centrale Americana ieri, a mercati aperti. La nuova operazione prevede la concessione di prestiti a 28 giorni, e non più overnight, a tutti gli operatori finanziari che ne avranno bisogno, ed accetterà come garanzia anche strumenti legati a mutui purché con rating tripla A. Non sono stati chiariti, invece, i tempi e le modalità di un ulteriore intervento espansivo sui tassi di interesse. Ai prezzi attuali, i mercati scontano un intervento di 50-65 punti base tra la prossima e la successiva riunione del FOMC.

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Politica

Pannella e la sete inflazionata

Pannella assetato.Quando la sete di poltrone mette in secondo piano il significato della protesta. Si era abituati agli slanci dei radicali verso campagne di spessore come quelle contro la pena di morte, a favore dell’aborto, ecc. Per quanto criticabile possa essere la protesta tramite pene fisiche (come lo sciopero della fame e/o della sete, appunto), l’aver come fine battaglie importanti per l’uomo ne conferivano una sorta di nobiltà acquisita. Mai avremmo pensato al mero tornaconto elettorale.

Ai microfoni di Radio Radio, Pannella inneggia alla lotta “assetata” contro il presunto non rispetto dei patti da parte del PD in merito alla candidatura di esponenti del Partito Radicale tra le liste del partito unico. Capisco i sentimenti di esponenti della vecchia politica micro-partitica di fronte al nuovo scenario duopolistico, ma arrivare ad utilizzare lo sciopero della sete per la propria sopravvivenza elettorale mi sembra ridicolo e patetico. Direi addirittura offensivo. Offensivo verso quelle persone che, come il sottoscritto, anche spesso non condividendo l’oggetto della protesta, ne apprezzavano l’attaccamento disinteressato ai valori umani e civili. Ne ammiravano la coerenza e la vitalità, in un clima politico che, dagli inizi degli anni ottanta in poi, ha visto crescere il clientelarismo e personalismo egoistico.

Economia

Economia & Finanza: Futuro Incerto

Il 2008 si apre con un grosso interrogativo (tale solo perchè in questo campo si usa coprire con un alea di mistero anche le cose più ovvie…) per il mercato borsistico, e per l’economia in generale: la crescita che ormai dura da più di quattro anni consecutivi, l’impennata delle quotazioni che hanno portato i titoli a rasentare livelli pre bubble 2000, staranno per finire? Forse l’aumento dell’inflazione europea contemporaneo ad un rallentamento economico quasi generalizzato possono essere segnali premonitori di un prossimo periodo difficile? Magari, non fidandoci dei sintomi stagflazionistici, potremmo essere tentati a credere che il tormentone dei mutui (e non parlo solo dei subprime) possa aver inferito sulla salute finanziaria ed economica dei paesi sviluppati delle ferite più profonde e durature di quanto alcuni economisti vanno dicendo (o cercano di auto-convincersi)? E i livelli stellari del brent, potranno mai avere ripercussioni strutturali? Polemiche a parte, credo che ci apprestiamo a vivere una fase economica molto interessante: i prossimi 2 – 3 anni potranno rappresentare un laboratorio naturale in cui mettere alla prova diversi impianti teorici. I filoni che appaiono più intriganti alla luce della configurazione economica attuale potrebbero essere i seguenti: Rallentamento strutturale, probabilmente ciclico vista la lunga durata della fase espansiva appena conclusa, accompagnato da un’andamento asincrono dei prezzi, caratterizzati da una configurazione da fase espansiva del ciclo. Stagflazione? Come si riuscirà ad evitarla? Quale il ruolo della politica monetaria? Mercati più globalizzati ed efficienti del passato, riusciranno ad auto-regolare gli shock? Quanto i mercati finanziari hanno già internalizzato della futura debacle economica? Quali impatti sulla variabilità delle quotazioni? Politica monetaria: nei 7 anni successivi alla crisi del 2000, la Banca Centrale Europea sembra aver concentrato maggiormente i suoi sforzi sul contenimento dell’inflazione, e sulla minimizzazione della variabilità dei tassi. Cosa accadrà in prospettiva di un periodo di crescita limitata (per essere buoni)? Modificherà il trade-off inflazione / crescita? Quali variabili decisionali potranno rientrare nella funzione di reazione della BC in seguito all’inasprirsi dello scenario macroeconomico? Come reagirà l’Italia a tutto questo? Abbandonerà il cammino virtuoso intrapreso verso il risanamento dei conti, a favore di una politica maggiormente espansiva per contrastare il ciclo avverso? Cosa ne sarà delle azioni di razionalizzazione della spesa? Voi cosa pensate accadrà nei prossimi anni? Raffaele Lillo