Economia

Area Euro, effimero equilibrio di diversità

unbalancedL’integrazione economica europea è una chimera a cui si è cercato di tendere, e che si sta rivelando un brutto incubo con l’acuirsi della crisi. Un sistema di economie eterogenee che competono tra loro e con l’estero ha bisogno di meccanismi di armonizzazione tali da evitare l’accumulo di squilibri e distorsioni, che normalmente si abbattono sulle componenti più deboli del sistema.

Immaginate una complessa architettura idraulica che gestisce e distribuisce risorse idriche a ad una rete di campi agricoli interconnessi. Se il sistema è uniforme, fluttuazioni cicliche o impreviste del livello dell’acqua si distribuirebbero uniformemente su tutto il sistema, garantendone un funzionamento ottimale e una tenuta robusta. Per contro, nel caso in cui parti del sistema fossero fossero malfunzionanti (argini deboli, valvole difettose, crepe), o semplicemente avessero caratteristiche diverse (diversa portata, diverse tecnologie di distribuzione, ecc.), una inondazione improvvisa avrebbe effetti diversi nelle varie parti dell’architettura, provocando forti inondazioni in alcune zone, e carenze in altre. Lo stesso risultato si verificherebbe se, in caso di carestie, un intervento della “provvidenza” facesse confluire grandi quantità di acqua per cercare di bilanciare la deficienza idrica.

Nell’Area Euro sta avvenendo esattamente questo. E a nulla sono serviti anni di piena consapevolezza del problema, da parte di accademici, tecnici e politici. Gli interessi particolari hanno posto veti incrociati alla risoluzione di problemi strutturali legati alla storia particolare di ogni stato membro. Le continue iniezioni di liquidità di Draghi stanno evitando che si cada in una carestia profonda, ma i meccanismi attraverso cui queste enormi quantità di denaro si distribuiscono nell’economia stanno creando squilibri sempre più evidenti.

l43-mario-draghi-120721153240_bigLo ripete incessantemente il governatore Draghi, che oggi durante un intervento all’università di Amsterdam ha ricordato che occorre far convergere tutti gli sforzi sul miglioramento della competitività, e quindi sull’economia reale. E in tempi brevissimi.

«La soluzione per la crisi è ritornare alla competitività». E «operando in un contesto di unione monetaria, l’unico modo per ritrovare competitività è perseguire in modo determinato e ambizioso un’agenda di riforme strutturali». Questa agenda deve prevedere «una serie di misure a livello nazionale con le quali si assicuri che i mercati del lavoro e dei beni siano pienamente compatibili con l’unione monetaria»

«L’erosione della competitività ha comportato l’emergere di ampi deficit delle partite correnti e, per alcune, l’accumulo di consistenti posizioni debitorie con l’estero». In alcuni casi, ha continuato Draghi, «l’aumento del debito estero è stato trainato dal maggior indebitamento del settore pubblico».

Condanna i ripetuti particolarismi dei decision makers europei:
«la lotta agli interessi di parte che ostacolano la concorrenza, alle debolezze strutturali della produttività, permettendo, quando è necessario, degli aggiustamenti nominali»

E sottolinea una delle conseguenze dell’eterogeneità del sistema economico europeo, ovvero lo squilibrio sul fronte dei prestiti alle imprese e sui tassi di interesse:
«Se le banche in alcuni Paesi non prestano a tassi ragionevoli, le conseguenze per l’Eurozona sono gravi»

Che ruolo avrà l’Italia nel processo di integrazione? Riuscirà ad aiutare se stessa? L’arsura del dibattito politico degli ultimi mesi non fa presagire nulla di buono.

Economia, Politica

Reddito di cittadinanza per rilanciare economia e abbattere debito

E se l’abbattimento del debito pubblico provenisse dalla ripresa strutturale dell’economia? Con il reddito di cittadinanza si può. Spieghiamo come finanziarlo, e quali effetti positivi su economia, occupazione, equità, emersione sommerso e riduzione del debito.

Uno dei problemi cardini dell’economia italiana è l’impoverimento progressivo di nuove generazioni e soggetti vulnerabili (famiglie a basso reddito con figli, impiegati e operai non specializzati). Disoccupazione, precarietà e contratti di lavoro con corrispettivi medio bassi stanno abbattendo la domanda interna e mettendo in ginocchio famiglie e imprese non esportatrici. Inoltre, questi problemi non fanno che acuire l’economia sommersa, che spesso viene utilizzata come ultima spiaggia per garantire forme precarie di sostentamento. Il reddito di cittadinanza può essere uno strumento efficace per dare una risposta a questi problemi. Al più che, alla maggior spesa iniziale, corrisponderebbero maggiori entrate erariali derivanti alla ripresa dell’attività economica “pulita” e dall’emersione di quella sommersa.

1) I beneficiari sarebbero, per definizione, soggetti a basso reddito che spenderebbero in consumi quanto percepito (propensione marginale al consumo è crescente al diminuire del reddito).
2) E’ possibile elargire il reddito di cittadinanza attraverso strumenti elettronici per loro natura tracciabili. Ciò migliorerebbe in maniera naturale l’emersione di parte dell’economia sommersa.
3) Il rafforzamento strutturale dell’attività economica che ne deriverebbe, darebbe un benefico impulso al mercato del lavoro, aumenterebbe le entrate erariali e ridurrebbe, a tendere, il numero di beneficiari del reddito di cittadinanza.
4) Le maggiori entrate fiscali provenienti dalla ripresa dell’economia, sarebbero indirizzate verso la riduzione del debito pubblico.
5) Una corretta formulazione delle regole per l’ottenimento del reddito di cittadinanza potrebbe agire da stimolo e incentivo ad aumentare il livello di istruzione della popolazione. Ciò migliorerebbe la competitività del nostro sistema produttivo e, in generale, il capitale umano del paese.

COPERTURA E SOGGETTI BENEFICIANTI
Ogni proposta è seria e valutabile fattualmente se è affiancata da indicazioni di copertura finanziaria. Innanzitutto, il reddito reddito di cittadinanza sarà devoluto a soggetti progressivamente più bisognosi, in funzione dell’entità del fondo di copertura. Ciò renderebbe economicamente sostenibile la proposta e farebbe si che i conti pubblici siano preventivamente messi in sicurezza. In fine, sarebbe possibile prevedere livelli diversi del quantum, in funzione del livello di istruzione del soggetto in modo da stimolare la formazione e il capitale umano dei cittadini.

La prima componente del fondo di copertura deriverebbe dalla messa a reddito dei 543.000 immobili pubblici (fonte ilSole24Ore), da cui potrebbero ragionevolmente derivare 15 miliardi l’anno (stima conservativa).
La seconda componente è da ricercare nella riduzione dei costi di funzionamento della pubblica amministrazione: 2 miliardi l’anno dall’abolizione totale delle province (stima Istituto Bruno Leoni), 200 milioni da riduzione numero di parlamentari, abolizione privilegi (es. mensa quasi gratuita, auto blu, servizio dentistico e medico, indennità di trasferta).
La terza componente, potrebbe risultare da tasse di scopo e liberalizzazione controllata di attività border line come il gioco d’azzardo (casinò e poker a terra, 200mln circa, su stima comparata gettito altri giochi legalizzati), prostituzione (300 mln circa, prendendo a riferimento la Germania).
La somma delle tre componenti proposte fa 17,7 miliardi, che darebbe la possibilità di elargire il suddetto reddito per 1,5 milioni di persone (il totale dei disoccupati ammonta a 2,9 milioni nel novembre 2012). Ovvero, 1000 euro netti al mese. A cui aggiungere gli 11 miliardi (Inps, dati 2011) che lo stato già offre sotto forma di cassa integrazione, assegni di mobilità e indennità di cassa integrazione. Tale importo può essere incrementato con la creazione di iniziative atte a ridurre la disoccupazione strutturale (liberalizzazioni).

Economia, Politica

Padoa Schioppa: ai tecnici le funzioni tecniche!

Tommaso Padoa SchioppaOggi ho assistito all’audizione del ministro dell’Economia Padoa Schioppa alla Camera dei Deputati sulla gestione della trattativa con Air France Klm. L’analisi è stata seria, ha toccato i punti critici della vicenda, ma soprattutto non è stata annacquata da affermazioni da campagna elettorale. Un’ulteriore evidenza della necessità di lasciare le mansioni tecniche ai tecnici!

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Economia, Politica

Alitalia: più pericolosi i francesi o gli italiani?

La vicenda Alitalia si è ulteriormente complicata: tra occasioni mancate (cordata italiana capeggiata da Air One come partner industriale e Banca Intesa come partner finanziario), offerte al ribasso (vedi prima offerta Air France Klm), ipotetiche cordate (leggi Berlusconi & i Co. sconosciuti) e intransigenze sindacali. Possibile che non si riesca a trovare una linea di pensiero condivisa? Gli errori sono stati diversi e commessi sia da politici che da parti sociali che dagli amministratori che negli ultimi 10-15 anni si sono alternati al governo della società.

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Economia

Economics Update – Case, banche e fiducia

Mentre i mercati finanziari stanno cercando di alzare la testa, dal fronte macroeconomico arrivano notizie poco confortanti. Tre i fronti caldi: implosione del mercato real estate americano, deciso calo della fiducia dei consumatori, instabilità nel settore bancario. Triade pericolosa che attacca il funzionamento dei mercati da diverse angolazioni, rendendo la ricerca di rimedi efficaci particolarmente complessa e intrusiva.

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Economia

Grande Depressione“Bail out America!” titolano numerosi blog e testate finanziarie. Vista l’aria che tira sui mercati direi piuttosto “Bail out the World!”. La settimana passata ha aggiunto un altro tassello al complesso puzzle dell’economia mondiale, informazione tutto sommato prevedibile ma che ha contribuito a acuire le paure degli agenti economici. Tre gli elementi chiave emersi: 1) debacle finanziaria di un fondo di investimento americano, Carlayle (ufficialmente in bancarotta), e di una delle più famose e longeve banche d’affari americane, la Bear Stearns (in grossa crisi di liquidità); 2) intervento massiccio da parte della Fed non solo a supporto dell’intero sistema ($200 miliardi di liquidità) ma anche verso casi singoli (Bear Stearns); 3) inflazione americana ferma dopo i decisi interventi espansivi della Fed (indice di stagnazione galoppante, considerati anche gli effetti al rialzo dei prezzi delle commodities).

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Economia

Roubini: recessione più dura degli ultimi 20 anni

Dai 12 ai 18 mesi, questa la durata della recessione americana secondo il famoso economista Nouriel Roubini. Una recessione che sarà peggiore per durata ed intensità sia alla recessione del 2001 che a quella del 1991. Diversi sarebbero i gli indizi che non lascerebbero dubbi alla bufera economica che sta per colpire l’America in primis e il resto del mondo per conseguenza diretta.

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