Economia

Fed, $200 miliardi di nuova liquidità – BCE ancora resiliente

La Fed continua ad immettere liquidità sul mercato, con una nuova operazione da $200 miliardi. E’ quanto si è appreso da un comunicato rilasciato dalla Banca Centrale Americana ieri, a mercati aperti. La nuova operazione prevede la concessione di prestiti a 28 giorni, e non più overnight, a tutti gli operatori finanziari che ne avranno bisogno, ed accetterà come garanzia anche strumenti legati a mutui purché con rating tripla A. Non sono stati chiariti, invece, i tempi e le modalità di un ulteriore intervento espansivo sui tassi di interesse. Ai prezzi attuali, i mercati scontano un intervento di 50-65 punti base tra la prossima e la successiva riunione del FOMC.

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Economia

Economia & Finanza: Futuro Incerto

Il 2008 si apre con un grosso interrogativo (tale solo perchè in questo campo si usa coprire con un alea di mistero anche le cose più ovvie…) per il mercato borsistico, e per l’economia in generale: la crescita che ormai dura da più di quattro anni consecutivi, l’impennata delle quotazioni che hanno portato i titoli a rasentare livelli pre bubble 2000, staranno per finire? Forse l’aumento dell’inflazione europea contemporaneo ad un rallentamento economico quasi generalizzato possono essere segnali premonitori di un prossimo periodo difficile? Magari, non fidandoci dei sintomi stagflazionistici, potremmo essere tentati a credere che il tormentone dei mutui (e non parlo solo dei subprime) possa aver inferito sulla salute finanziaria ed economica dei paesi sviluppati delle ferite più profonde e durature di quanto alcuni economisti vanno dicendo (o cercano di auto-convincersi)? E i livelli stellari del brent, potranno mai avere ripercussioni strutturali? Polemiche a parte, credo che ci apprestiamo a vivere una fase economica molto interessante: i prossimi 2 – 3 anni potranno rappresentare un laboratorio naturale in cui mettere alla prova diversi impianti teorici. I filoni che appaiono più intriganti alla luce della configurazione economica attuale potrebbero essere i seguenti: Rallentamento strutturale, probabilmente ciclico vista la lunga durata della fase espansiva appena conclusa, accompagnato da un’andamento asincrono dei prezzi, caratterizzati da una configurazione da fase espansiva del ciclo. Stagflazione? Come si riuscirà ad evitarla? Quale il ruolo della politica monetaria? Mercati più globalizzati ed efficienti del passato, riusciranno ad auto-regolare gli shock? Quanto i mercati finanziari hanno già internalizzato della futura debacle economica? Quali impatti sulla variabilità delle quotazioni? Politica monetaria: nei 7 anni successivi alla crisi del 2000, la Banca Centrale Europea sembra aver concentrato maggiormente i suoi sforzi sul contenimento dell’inflazione, e sulla minimizzazione della variabilità dei tassi. Cosa accadrà in prospettiva di un periodo di crescita limitata (per essere buoni)? Modificherà il trade-off inflazione / crescita? Quali variabili decisionali potranno rientrare nella funzione di reazione della BC in seguito all’inasprirsi dello scenario macroeconomico? Come reagirà l’Italia a tutto questo? Abbandonerà il cammino virtuoso intrapreso verso il risanamento dei conti, a favore di una politica maggiormente espansiva per contrastare il ciclo avverso? Cosa ne sarà delle azioni di razionalizzazione della spesa? Voi cosa pensate accadrà nei prossimi anni? Raffaele Lillo

Economia

I banchieri centrali mondiali ammiccano all’euro

Gli Stati stanno perdendo una preziosa fonte di finanziamento del deficit di parte corrente. E’ questo ciò che si desume dallo studio pubblicato da Central Banking Publications, che mostra come le operazioni di allocazione di portafoglio delle banche centrali mondiali abbiano invertito la generale preferenza per asset in dollari, in favore di attività denominate in euro. Continue reading