Politica

Il Sitaxi, il Notav e altre storie di questi tempi

Maurizio GasparriCosa hanno in comune il Gasparri Sitaxi e i Notav (aggiungerei anche Notai e sottobraccisti vari)? L’espressione di un’Italia brutta, immobile, parziale, vecchia. Un modo di fare che ricorda quanto abbiamo consapevolmente deciso di lasciarci alle spalle quando abbiamo siglato, figurativamente,  il contratto sociale. In effetti, siamo il risultato di un processo evolutivo, e alcuni istinti di sopravvivenza, egoistici per definizione, ci sono così propri da rimanerci attaccati, pur nel “nuovo” set up sociologico scelto. E così l’uso della forza (fisica, sociale o finanziaria che sia) per far prevalere le proprie elitarie ragioni non è l’eccezione che conferma il nostro modo di organizzarci socialmente, ma la regola. Tanto che più di qualcuno pensa che sarebbe giusto rendere il tutto trasparente, regolamentandolo.

Certo, cosa ci sarebbe di male se le forze sociali, auto-organizzandosi, influenzassero la gestione della res publica, e quindi se stessi? Daltronde, si dice, sarebbe proprio dalla gestione della lotta tra le varie posizioni rappresentate che si raggiungerebbe una finalità sociale più amplia. Bene, ci sarebbe, e c’è, di male che così facendo non si andrebbe nella direzione di maggior efficacia sociale, ma di tutela degli interessi dei più forti.

Protesta TaxiChi ha rappresentato le reali esigenze dei lavoratori precari? Di certo non i sindacati, troppo presi ad arrocarsi su posizione sbilanciate verso i propri iscritti. Chi ha rappresentato i nostri interessi nel processo che ha visto trasformare a colpi d’accetta il decreto sulle liberalizzazioni? Forse i sottobraccisti vicini ai tassisti? O quelli dei farmacisti, dei notai, etc.? Pur essendo innegabili i benefici diffusi rispetto ai costi di pochi privilegiati, hanno vinto le lobby rendendo decisamente meno efficace il pacchetto.

Gli esempi si sprecano, e basta guardare a sistemi che da tempo si sono piegati a questa evoluzione della legge del più forte per intravedere dove siamo diretti. Siamo convinti di quello che stiamo (o non stiamo) facendo?

Società

Matthieu Ricard: l’uomo più felice del mondo

Matthieu RicardMatthieu Richard (nella foto a lato) dopo aver conseguito brillanti studi in biologia come allievo del premio Nobel Francois Jacob, dopo aver lavorato per molti anni all’istituto Parteur come ricercatore, nel 1972 si stabilisce in Asia per seguire l’insegnamento dei suoi maestri tibetani. Diventa monaco buddhista e… felice. E’ considerato l’uomo più felice del mondo.
Jean Francois Revel, Famoso filosofo agnostico e avverso ad ogni metafisica, è suo padre ed insieme hanno scritto un libro per raccontare come entrambi hanno vissuto l’esperienza di Matthieu e soprattutto alcune considerazioni e pensieri sul buddhismo.
Economia, Politica

Padoa Schioppa: ai tecnici le funzioni tecniche!

Tommaso Padoa SchioppaOggi ho assistito all’audizione del ministro dell’Economia Padoa Schioppa alla Camera dei Deputati sulla gestione della trattativa con Air France Klm. L’analisi è stata seria, ha toccato i punti critici della vicenda, ma soprattutto non è stata annacquata da affermazioni da campagna elettorale. Un’ulteriore evidenza della necessità di lasciare le mansioni tecniche ai tecnici!

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Politica

Le Specialità di pesce del Generale

Generale SpecialeVi ricordate quel  signore anziano con gli ochietti piccoli che sembra il più dolce e comprensivo dei nonni? Si, quel signore della Guardia di Finanza (generale) che prima del caso Visco era noto solo per l’annuale intervista al TG1 in cui riassumeva l’operato del Corpo che dirigeva? Proprio lui, il gerenale Speciale. Bene, italiani sappiate che a lui piace il pesce, la spigola per essere precisi, e gli piace fresco.

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Economia, Politica

Alitalia: più pericolosi i francesi o gli italiani?

La vicenda Alitalia si è ulteriormente complicata: tra occasioni mancate (cordata italiana capeggiata da Air One come partner industriale e Banca Intesa come partner finanziario), offerte al ribasso (vedi prima offerta Air France Klm), ipotetiche cordate (leggi Berlusconi & i Co. sconosciuti) e intransigenze sindacali. Possibile che non si riesca a trovare una linea di pensiero condivisa? Gli errori sono stati diversi e commessi sia da politici che da parti sociali che dagli amministratori che negli ultimi 10-15 anni si sono alternati al governo della società.

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Economia

Economics Update – Case, banche e fiducia

Mentre i mercati finanziari stanno cercando di alzare la testa, dal fronte macroeconomico arrivano notizie poco confortanti. Tre i fronti caldi: implosione del mercato real estate americano, deciso calo della fiducia dei consumatori, instabilità nel settore bancario. Triade pericolosa che attacca il funzionamento dei mercati da diverse angolazioni, rendendo la ricerca di rimedi efficaci particolarmente complessa e intrusiva.

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Economia

Grande Depressione“Bail out America!” titolano numerosi blog e testate finanziarie. Vista l’aria che tira sui mercati direi piuttosto “Bail out the World!”. La settimana passata ha aggiunto un altro tassello al complesso puzzle dell’economia mondiale, informazione tutto sommato prevedibile ma che ha contribuito a acuire le paure degli agenti economici. Tre gli elementi chiave emersi: 1) debacle finanziaria di un fondo di investimento americano, Carlayle (ufficialmente in bancarotta), e di una delle più famose e longeve banche d’affari americane, la Bear Stearns (in grossa crisi di liquidità); 2) intervento massiccio da parte della Fed non solo a supporto dell’intero sistema ($200 miliardi di liquidità) ma anche verso casi singoli (Bear Stearns); 3) inflazione americana ferma dopo i decisi interventi espansivi della Fed (indice di stagnazione galoppante, considerati anche gli effetti al rialzo dei prezzi delle commodities).

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