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Logiche Casiniane

Camera - UDC - conferenza stampa CasiniDopo più di 40 giorni di silenzio, Casini esprime il suo pensiero sulla debacle elettorale che ha coinvolto il suo partito e l’esperimento Scelta Civica. In molti hanno visto nell’intervista rilasciata al Corriere della Sera una riflessione profonda sugli errori commessi in campagna elettorale. Luca Sofri su Twitter ne elogia l’unicità della sua autocritica ().

Ma su cosa fa realmente autocritica Casini? Vediamone alcuni stralci.

(La colpa/merito della debacle del centro è di Grillo…)
«..il bipolarismo che io ho sempre combattuto, secondo me con buone ragioni, è stato messo in crisi non dall’irruzione dal centro, ma dall’esplosione di Grillo».

(…Ma anche un po’ di Monti… anzi no, è mia perché l’ho appoggiato)
«Non sono deluso da Monti, sono deluso da una scelta cui anche io ho concorso e che si è rivelata sbagliata. Io ne porto parte di responsabilità: non vado a emendare gli altri, emendo me stesso».

Riporto, infine, un passo che credo riassuma efficacemente, in raffinato e sfuggente politichese, il Casini pensiero.

Colpisce che proprio lei parli di collegi uninominali. Questo implica che il centro scelga dove andare. A destra o a sinistra?
«Il centro cos’è? Una cultura della responsabilità, che vuole le riforme mai fatte per i veti ideologici della sinistra e una certa incapacità della destra. Ora comincia una nuova stagione. È evidente che la prossima volta dovremo schierarci. Faremo una scelta coerente con l’idea che abbiamo della democrazia, dell’Europa, delle riforme sociali. Misureremo le alleanze sul grado di affinità che avremo nel processo costituente».

Ebbene, l’esperienza del terzo polo non ha funzionato, né con l’asse UDC-FLI, né con l’aggiunta di Monti. E non ha funzionato perché i voti non sono arrivati. Non si è vinto. Bene, “prendo atto” dice Casini, e la prossima volta mi alleo con una delle due parti con cui si può vincere. Di parole come vittoria, rivincita e sconfitta l’intervista è piena. Peccato che non c’è un solo accenno a proposte politiche. Non si è perso perché non si è riusciti a parlare con la gente, proponendo una propria ricetta per rivedere la socialità italiana. Oppure perché le idee prese in prestito (da Monti questa volta) non hanno funzionato (o non sono state capite, oppure ancora, come ritengo più probabile, sono state inficiate dal suo repentino snaturamento). Si è perso perché si è fatta una scelta di strategia politica sbagliata, salendo sul carro dei perdenti (lo so, sembra tautologico, ma non saprei come altro riassumere).

Ci si può davvero meravigliare se gli elettori dell’UDC hanno votato altrove, o deciso di votare l’originale (Monti), piuttosto che votare un partito vuoto, senza idee proprie? Ciò che davvero mi sorprende, però, è la persistente incapacità di non riuscire a leggere la voglia di cambiamento della gente. Che non si può banalizzare con il successo di Grillo.

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Programma di Vendola: Economia/Cooperazione e Lavoro

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Nichi Vendola

Disclaimer: Quali sono le proposte degli aspiranti capi di governo impegnati alle primarie? In questa mini serie ci occuperemo di analizzare le intenzioni programmatiche, per capirne gli intenti e valutare la relativa fattibilità.

Guidelines: un documento programmatico mi aspetterei una spiegazione esaustiva di alto livello delle iniziative concrete che si vuole perseguire gli obiettivi proposti. Sarebbe preferibile una chiara individuazione di quali siano i problemi del paese che, secondo il candidato, hanno la priorità, e quali sono gli strumenti e strategie da mettere in atto per la relativa risoluzione. Si renderebbe altresì necessaria una divisione di obiettivi e conseguenti azioni di breve, medio e lungo periodo. Ciò aiuterebbe l’acccountability del programma e migliorerebbe la serietà espressa e comunicata.

Per un approfondimento sulle modalità di valutazione dei programmi analizzati, si rimanda al documento “Il programma che vorrei”.

Vendola: Economia/Cooperazione e Lavoro

In campo economico, il programma di Vendola si articola in 4 documenti: economia e cooperazione, lavoro, finanza, economia e fisco. Nel documento che segue ci concentreremo sui primi due temi.

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Il Programma che vorrei

Il programma di un candidato alla guida di un organismo sociale (governo di un paese, amministrazione di enti locali, etc.) dovrebbe rappresentare il blueprint, il progetto che la futura squadra di governo si impegna ad eseguire per guidare lo stesso verso una posizione migliorativa rispetto a quella presente. Le componenti ideali del documento dovrebbero essere:

  • Vision, ovvero caratteristiche della lente utilizzata per leggere la società, capirne le evoluzioni, individuare e dare priorità ai problemi da risolvere.
  • Obiettivi di breve, medio e lungo periodo rappresentanti la naturale conseguenza del punto precedente. Gli obiettivi si programmeranno sulla base della durata del mandato in modo da rendere credibile il proprio raggiungimento e far sì che i cittadini possano controllarne l’evoluzione.
  • Attività concrete che ci si vuole effettuare al fine di conseguire gli obiettivi delineati. Per ogni attività andranno indicate le risorse da impiegare e la relativa copertura.
  • Informazioni su come sarà formata la squadra di governo.
  • Strumenti per garantire l’accountability, ovvero il controllo costante da parte dei cittadini sullo stato dei lavori delle attività proposte.

 

Gli argomenti dovranno essere esposti con chiarezza e concretezza: annunci e proclami senza una chiara spiegazione di come le proposte saranno realizzate e con quali scadenze, lasciano il tempo che trovano. Il tema della realizzabilità di quanto promesso è un punto chiave che gli elettori da un lato, e il candidato dall’altro, dovranno valutare in modo serio e attento. L’inclusione diretta nel programma di meccanismi di controllo dell’avanzamento dello stesso e delle spese sostenute e future è da ritenersi uno strumento in cui il candidato segnala la fattibilità degli obiettivi prefissati e il suo commitment.

Il capitolo sull’economia e la finanza dovrebbe ricoprire un ruolo particolarmente importante all’interno del documento, perché dalla sua strutturazione deriva la concreta possibilità di realizzare tutte le attività proposte e garantirne la sostenibilità nel tempo.

 

La composizione del documento e l’importanza dei suoi capitoli saranno configurati in base alle condizioni dell’ambiente esterno in cui l’organismo sociale andrà ad operare, nonché alla conformazione strutturale dell’organismo stesso.

Per condizioni esterne intendo, ad esempio:

  • Caratteristiche dei soggetti a cui si rivolge l’azione amministrativa e politica
  • Ambiente socio economico, in visione statica (fotografia al momento in cui si redige il programma) e dinamica (sua evoluzione prospettica nel periodo temporale coperto, considerando le implicazioni di sistema relative al dispiegamento progressivo del programma stesso)
  • Caratteristiche delle interrelazioni tra l’organismo sociale a cui il programma si riferisce e altri soggetti con cui lo stesso interagisce. In particolare, risulterà importante analizzare le relazioni che hanno un impatto diretto sull’attuazione delle azioni programmatiche.

 

La conformazione strutturale dell’organismo è data dalle risorse di cui si dispone, le regole attraverso cui utilizzarle, i confini di scopo e di azione. Un programma, per quanto condivisibili siano i suoi obiettivi e dettagliate le sue azioni, è velleitario e inconcludente se le stesse non considerano le finanze a disposizione per darne attuazione, il raggio di azione delle strutture istituzionali coinvolte e i rapporti di forza con soggetti esterni ma attivi nel processo attuativo.

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ClusterStar – Opportunità per studenti top class

Siete ancora alle prese con l’università, e volete ampliare il vostro background con una esperienza lavorativa di qualità? Vantate un curriculum accademico da 110 e lode? ClusterStar vi offre una innovativa e qualificante opportunità di entrare da subito nel mondo della consulenza manageriale. La società è formata da soli studenti e offre consulenza strategica alle aziende nel campo del Business Management.

ClusterStar (www.clusterstar.com) nasce nell’agosto 2007 da un’iniziativa di due studenti tedeschi, Christian Ziegler e Daniel Lieber, finalizzata a creare un network tra studenti delle università di tutto il mondo per offrire consulenza strategica a prezzi competitivi. In pochi mesi il network conta già 150 iscritti, dislocati nei 5 continenti, e il trend di crescita sembra destinato a far non fermarsi. Per associarsi occorre superare un iter di valutazione teso a valutare: competenza professionale, abilità di lavorare in gruppo, capacità di capire e soddisfare i bisogni del cliente. Si richiedono, inoltre, eccellenti risultati accademici, un forte interesse per questioni economiche, e una ottima conoscenza dell’inglese.

Terminato il processo di studi, il giovane laureato potrà eventualmente scegliere di rimanere all’interno di ClusterStar diventando in ordine: project manager, profit center manager, senior manager, regional manager e, infine, partner. Per quanto riguarda l’impegno richiesto dalla società, è dato allo studente scegliere quali e quanti progetti seguire, con un lavoro part-time da 20 ore alla settimana, ovvero uno full-time da 40 ore settimanali.

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Secondo capitolo delle intercettazioni tra politica e finanza deviata. Spuntano D’Alema (“Bada a come parli” e “Facci Sognare”), Consorte (“Massimo noi ce la mettiamo tutta”), La Torre (“dobbiamo parlarci un po'”) e Ricucci (“Il compagno Ricucci all’appello”).

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