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Il Programma che vorrei

Il programma di un candidato alla guida di un organismo sociale (governo di un paese, amministrazione di enti locali, etc.) dovrebbe rappresentare il blueprint, il progetto che la futura squadra di governo si impegna ad eseguire per guidare lo stesso verso una posizione migliorativa rispetto a quella presente. Le componenti ideali del documento dovrebbero essere:

  • Vision, ovvero caratteristiche della lente utilizzata per leggere la società, capirne le evoluzioni, individuare e dare priorità ai problemi da risolvere.
  • Obiettivi di breve, medio e lungo periodo rappresentanti la naturale conseguenza del punto precedente. Gli obiettivi si programmeranno sulla base della durata del mandato in modo da rendere credibile il proprio raggiungimento e far sì che i cittadini possano controllarne l’evoluzione.
  • Attività concrete che ci si vuole effettuare al fine di conseguire gli obiettivi delineati. Per ogni attività andranno indicate le risorse da impiegare e la relativa copertura.
  • Informazioni su come sarà formata la squadra di governo.
  • Strumenti per garantire l’accountability, ovvero il controllo costante da parte dei cittadini sullo stato dei lavori delle attività proposte.

 

Gli argomenti dovranno essere esposti con chiarezza e concretezza: annunci e proclami senza una chiara spiegazione di come le proposte saranno realizzate e con quali scadenze, lasciano il tempo che trovano. Il tema della realizzabilità di quanto promesso è un punto chiave che gli elettori da un lato, e il candidato dall’altro, dovranno valutare in modo serio e attento. L’inclusione diretta nel programma di meccanismi di controllo dell’avanzamento dello stesso e delle spese sostenute e future è da ritenersi uno strumento in cui il candidato segnala la fattibilità degli obiettivi prefissati e il suo commitment.

Il capitolo sull’economia e la finanza dovrebbe ricoprire un ruolo particolarmente importante all’interno del documento, perché dalla sua strutturazione deriva la concreta possibilità di realizzare tutte le attività proposte e garantirne la sostenibilità nel tempo.

 

La composizione del documento e l’importanza dei suoi capitoli saranno configurati in base alle condizioni dell’ambiente esterno in cui l’organismo sociale andrà ad operare, nonché alla conformazione strutturale dell’organismo stesso.

Per condizioni esterne intendo, ad esempio:

  • Caratteristiche dei soggetti a cui si rivolge l’azione amministrativa e politica
  • Ambiente socio economico, in visione statica (fotografia al momento in cui si redige il programma) e dinamica (sua evoluzione prospettica nel periodo temporale coperto, considerando le implicazioni di sistema relative al dispiegamento progressivo del programma stesso)
  • Caratteristiche delle interrelazioni tra l’organismo sociale a cui il programma si riferisce e altri soggetti con cui lo stesso interagisce. In particolare, risulterà importante analizzare le relazioni che hanno un impatto diretto sull’attuazione delle azioni programmatiche.

 

La conformazione strutturale dell’organismo è data dalle risorse di cui si dispone, le regole attraverso cui utilizzarle, i confini di scopo e di azione. Un programma, per quanto condivisibili siano i suoi obiettivi e dettagliate le sue azioni, è velleitario e inconcludente se le stesse non considerano le finanze a disposizione per darne attuazione, il raggio di azione delle strutture istituzionali coinvolte e i rapporti di forza con soggetti esterni ma attivi nel processo attuativo.

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Secondo capitolo delle intercettazioni tra politica e finanza deviata. Spuntano D’Alema (“Bada a come parli” e “Facci Sognare”), Consorte (“Massimo noi ce la mettiamo tutta”), La Torre (“dobbiamo parlarci un po'”) e Ricucci (“Il compagno Ricucci all’appello”).

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